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Il mozzo senza nome

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Nel documentario “Romagna”, realizzato dall’Istituto Luce nel 1929, a rappresentare le tradizioni e i mestieri del mare di questa regione è Cesenatico. Durante alcuni minuti di filmato vengono mostrate le vele e le barche del porto canale, insieme ad alcuni marinai che cucinano a bordo di un trabaccolo da pesca. Tra di loro, compare un ragazzino, che potrà avere poco più di dieci anni, che un certo punto si volta verso la macchina da presa, sorride, e indica sé stesso come a chiedere: “stai filmando proprio me?” Se aveva una decina d’anni nel 1929, ed ha avuto la fortuna di sopravvivere a una guerra ed ai pericoli del mare, ora avrebbe più di cent’anni e dunque è sicuramente già scomparso. Tuttavia, il Museo della Marineria ha cercato in ogni modo di identificarlo in qualcuno degli anziani pescatori di Cesenatico o dei porti vicini, ma sinora invano. Forse è meglio così: questo ragazzo, dal viso sporco e i pantaloni tenuti su con lo spago, che ci guarda attraverso la macchina da presa dal suo tempo ormai sparito, rappresenta per noi tutti quelli che come lui si sono imbarcati come mozzi, all’età in cui i coetanei di oggi vanno a scuola e giocano.

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La storia del mozzo senza nome ce l'ha raccontata Davide Gnola.  Una storia da raccontare ai bambini in questi giorni di festa. Una storia che potrebbe cominciare così. C'era una volta a Cesenatico un ragazzino che faceva il mozzo su un trabaccolo da pesca, il suo nome era...

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