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CALABRIA

Sui musei del mare della Calabria stiamo ancora lavorando. Se avete segnalazioni da farci scrivete qui. Contatti.



Sezione archeologia subacquea - Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna - Crotone

 

Realizzato a seguito delle campagne di scavo effettuate dalla Soprintendenza Archeologia negli anni 1999-2001 che hanno messo in luce i resti di età romana e le fondamenta del tempio greco di età classica dedicato al culto di Hera Lacinia, il museo espone contesti archeologici relativi al grande santuario che si sviluppò sul promontorio di Capo Colonna tra VII secolo a.C. e VI secolo d.C. Il santuario si trovava sul lembo estremo del promontorio dagli antichi greci denominato Lacinio, posto in uno dei tratti più frastagliati e frequentati della costa jonica calabrese. Numerosi relitti appartenenti a varie epoche presenti lungo questo tratto di costa, parte dei quali (tra VI sec.a.C. - III sec.d.C.) sono presentanti all’interno di una sezione appositamente dedicata all’archeologia subacquea con esposizione open space di circa 200 mq. Il museo è suddiviso in tre sezioni principali dedicate la prima (“Terra”) ai resti dell’insediamento sorto sul promontorio in età romana, la seconda (“Sacro”) al santuario di età greca sviluppatosi sullo stesso luogo e, infine, una terza (“Mare”) dove sono illustrate le problematiche dell’archeologia subacquea. Qui si trova   una parte del carico di marmi trasportati dalla nave naufragata presso Punta Scifo e databile al III sec.d.C., oltre ad altre suppellettili rinvenute durante lo scavo del relitto e oggetti prelevati da altri contesti sottomarini. 

Via Hera Lacinia, Crotone


Sezione subacquea - Museo archeologico antica Kaulon - Monasterace (RC)

Segnaliamo la sezione archeologica di questo museo soprattutto ai subacquei. Infatti tra attività che propone ci sono anche immersioni organizzate per guardare da vivino i resti ancora sommersi dell'antica Kauloni. Nel percorso espositivo la storia della colonia magno-greca di Kaulonia è illustrata dall’età di fondazione  fino ad età ellenistico-romana. Numerosi i reperti subacquei tra cui, ancore e resti di colonne lavorate da aree limitrofe all’odierno Museo situato a poca distanza dalla costa nei pressi di Punta Stilo dove c'è il faro. 

C.da Runci, SS 106 - Monasterace Marina ( RC)


Museo di Biologia Marina e Paleontologia - Reggio Calabria

Museo privato, come associazione culturale-scientifica  gestisce la collezione scientifica di biologia marina e di paleontologia e fossili di Angelo Vazzana. biologo e medico, raccolta in oltre 40 anni di attività. La collezione documenta la storia della vita animale e vegetale del passato e di oggi, sia quella del territorio (fossili) sia dell'ambiente marino. Lo spazio è composto da due sezioni: quella di paleontologia  e quella di biologia marina con esemplari che documentano la biodiversità marina delle coste della Calabria e in particolare dello Stretto. La struttura che ospita le collezioni è privata e visitabile solo su prenotazione.

Via Str. Prima Giuffrè, 32 - Reggio Calabria


Museo marinaro - Cannitello (Villa S. Giovanni)

Gestito dalla locale sezione dell'ANMI, Associazione Marinai d'Italia, questo museo inaugurato nel 2014 raccoglie cimeli e reperti di storia marinara del territorio, modellini navali e fotografie e documenti sulla vita di bordo.


MuRi. Museo del mare - Ricadi

È stato aperto nell'aprile del 2017 nei locali di una ex vedetta diurna in uso prima Marina Militare e poi alla Guardia di Finanza; il fabbricato è circondato da un giardino mediterraneo di circa 3.000 m. Il Museo si trova a poco più di 100 metri dal faro di Capo Vaticano in posizione sopraelevata rispetto a tutto il promontorio con vista panoramica sulla Sicilia e il Golfo di Gioia da una parte e il golfo di Lamezia dall'altra e con di fronte le isole Eolie. Museo etnografico raccoglie oggetti donati da privati cittadini e strumenti della salagione  già di proprietà del Comune. Nelle 5 sale si trovano, tra gli altri, riproduzioni di antiche carte della Calabria, arnesi da pesca e, nella sala delle balene, interessanti stampe settecentesche della caccia alle balene nello stretto di Messina. Un percorso per pannelli illustrativi guida il visitatore alla conoscenza della biologia marina, della storia delle tonnare e peschiere nella costa vibonese dall'epoca romana al 1800. All'esterno oltre alla spettacolre vista sul mare si possono vedere due barche e una serie di àncore. In allestimento la sala con acquari mediterrane in un piccolo fabbricato accanto alla vedetta. Il Museo fa parte del circuito museale etnografico ed archeologico comunale. 




Viale Giuseppe Berto, Capo Vaticano - Ricadi


Museo Parrocchiale - Parghelia

Un  museo marinaro dove meno te lo aspetti è quello del  Museo parrocchiale di Parghelia, in provincia di Vibo Valentia. Un piccolo borgo a 75 metri sul mare da dove sono partiti marinai che hanno navigato in tutto il mondo, prima sulle barche a vela, poi su quelle a vapore e infine sui transatralntici, come testimoniano gli ex voto per scampato naufragio, dedicati a Maria Santissima di Portosalvo protettrice dei marinai. Nel piccolo museo ci sono 8 dipinti ottocenteschi a olio su tela , 2 ricamati su seta sempre ottocenteschi , un modello di nave in legno, ex voto di fine secolo XIX e due foto dei naufragi del Vulcania ed dell'Andrea Doria quest'ultima con le firme dei marinai pargheliesi scampati al naufragio. Gli ex voto ottocenteschi portano le località del naufragio dall'Irlanda al Golfo di Guascogna fino a Capo Horn.Un'altra collezione, molto cuirosa, è quella composta dagli oggetti riportati a casa dai marinai. Oggetti di uso comune a bordo e souvenir da tutto il mondo: dalle vasi cinesi e giapponesi, ai vassoi brasiliani, alle statue africane e caraibiche.

Piazzetta Portosalvo - Parghelia



La tonnara di Bivona, futuro museo del mare?

A Bivona, una località di Vibo Marina, cè un'antica tonnara perfettamente conservata che potrebbe essere la prossima sede di una museo del mare. Da un intervista a Massimiliano Dicosta della Proloco di Vibo Marina sul sito calendariodel cibo italiano.it abbiamo tratto queste informazioni:

La Tonnara di Bivona è un pregevole manufatto di  fine ‘800  posto sul litorale del piccolo centro di Bivona (VV), luogo anticamente legato alla tradizionale della pesca del tonno. Un complesso architettonico con vincolo momumentale composto da:
– una palazzina gentilizia a due piani di circa 500 mq (al piano terra la Cappella dei pescatori, gli alloggi dei tonnaroti, la sala prima lavorazione e vendita, servizi; al piano superiore tre grandi saloni tra cui sala del fumo e sala del the);
– una ampia loggia su fini pilastri in legno di quercia (adoperata un tempo per il cordame-sugheri-lavori allestimento e riparazioni) che conserva ancora antichi barconi in legno per la mattanza (unici in Italia);
– la sala dei sugheri ove attualmente vi è una sala convegni con circa 150 posti;
– i locali della casa del Rais (capotonnara);
– la piazzetta con deposito del sale antistante il mare.
La costruzione della Tonnara di Bivona va attribuita al Cav. Gaetano De Carolis, “decoro della città”, tenace e capace cittadino dell’antica Monteleone (oggi Vibo Valentia). Nato il 5 febbraio 1819, Gaetano di Carolis fu più volte Consigliere Municipale, Sindaco di Monteleone, Deputato Provinciale di Catanzaro, Presidente della Congregazione di Carità, Capitano della Guardia Nazionale, Cavaliere prima e Ufficiale poi, della Corona. (...) il Cav. De Carolis avviò la costruzione della Tonnara di Bivona in nome e per conto della Corte Ducale, probabilmente con la prospettiva di incentivarne una maggiore produttività economica, contando sul consolidarsi dello sviluppo economico del nuovo Regno unitario. Negli anni Ottanta del secolo scorso la tonnara fu salvata dall'abbattimento e dichiarata bene vincolato. Negli anni ’80 la Tonnara è stata salvata da abbattimento; successivo vincolo monumentale, due-tre interventi di recupero urgenti da parte della Soprintendenza di Cosenza, altri   restauri da parte del Consorzio Sviluppo Nucleo Industriale e l’ultimo del Comune;  circa 3,5 milioni di Euro pubblici  spesi per lavori di recupero di un manufatto secondo forse solo alla tonnara di Favignana, che, sebbene molto più grande, è costruita in muratura e quindi meno caratteristica. Non è prevista al momento alcuna apertura del sito, se non per iniziative estemporanee alcune organizzate dalla nostra associazione Proloco.