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VENETO


Museo Storico Navale - Venezia

La Sala delle Navi

Un museo dalle dimensioni impressionanti, per superfici, per qualità e quantità delle collezioni che raccoglie. La sede principale (a dicembre 2017 in fase di restauro),  è costituita da 32 sale per complessivi 4000 mq. Il padiglione delle Navi, costituito da 4 corpi si estende per 2000 mq. A questo si aggiungono la motozattera MTZ 737 per 300 mq, il sommergibile Dandolo per 600 mq. Ultima ma non ultima la Chiesa di San Biagio che fa parte del complesso. Il piano terra è dedicato all’introduzione di ciò che espone il Museo tra il passato e moderno della Regia Marina e la Repubblica di Venezia. Vi si trovano antiche ricostruzioni (ora chiamati plastici) di fortezze possedute dalla Serenissima Repubblica di Venezia, artiglierie antiche e moderne, armi bianche e da fuoco antiche e della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Il primo piano è dedicato a Venezia e al suo Storico Arsenale.
Ci sono, tra gli altri, antichi strumenti per la navigazione usati a bordo dei vascelli dell’epoca della Serenissima, modelli navali e terrestri provenienti dall’Antico Arsenale, la Sala Bucintoro, stampe del XVI-XVII secolo dell’Abbate Mafioletti (Arsenale della Serenissima, prima

Storico edificio all’interno dell’Arsenale detto «casa dei modelli», nel 1600 custodiva i progetti per la costruzione delle imbarcazioni che venivano presentati alla  «Serenissima approvazione» non come disegno, bensì come modelli rapportati in scala poi conservati ai fini di studio e perpetua conoscenza. Nel 1866, con la fine della presenza austriaca a Venezia, grazie all’impegno della Marina Italiana a recuperare molti ricordi storici della marina veneta sparsi nei vari Arsenali d’Italia, ai pochi modelli superstiti si aggiungevano altri oggetti formando il primo nucleo di cimeli del Museo Navale. Nel 1919, al termine della Prima Guerra Mondiale, lo Stato Maggiore della Marina decise di costruire, con vari reperti già presenti a Venezia e con quelli recuperati negli arsenali ex-austriaci, due musei navali: uno Storico a Venezia e uno Tecnico a La Spezia. Il compito di suddividere i cimeli tra i due musei fu affidato al N.H. veneziano Mario Nani Mocenigo, il quale organizzò e inaugurò nel 1923, all’interno dell’Arsenale, in una palazzina vicino all’ ingresso principale, il Museo Storico Navale. Nel 1964, tutto il materiale veniva trasferito nel vecchio «Granaio della Repubblica» in Campo San Biagio, l’attuale sede, e riordinato con un criterio espositivo «moderno» dal Barone Gian Battista Rubin de Cervin Albrizzi, ufficiale di Marina e storico navale.

e dopo la prima dominazione Austriaca, possedimenti terrestri veneziani) . Al secondo piano, dedicato al ricordo delle principali Marine che hanno combattuto la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e di alcune gesta eroiche nazionali, troviamo la Sala uniformi italiane e straniere, la Collezione Thaon di Revel, la Collezione anelli da varo, la Sala Modellini navali di alcune principali unità italiane della Prima e Seconda Guerra Mondiale, la Sala Luigi Rizzo, la Collezione Bandiere e Stendardi italiani e Austriaci, la Collezione D’Annunzio. Salendo al terzo piano si trova la sezione dedicata alla Marina Mercantile e diportistica tradizionale locale, comprese le imbarcazioni da trasporto e da pesca che hanno fatto la storia della laguna veneta con un ricordo al famoso viaggio sulla “via della seta” di Marco Polo. Troviamo: Collezione “Stampe del moderno Arsenale di Venezia”, Sala delle Giunche anche detta di “Marco Polo”, Sala Modellini di UU.NN. della Marina Mercantile, Sala Modellini  delle imbarcazioni tipiche lagunari e veneziane, Sala Gondole. Al quarto e ultimo piano, dedicato alla collaborazione militare tra l’Italia e la Svezia e alle meraviglie custodite dal mare ci sono: Sala “Svedese”, Sala “Conchiglie del Mondo” detta anche Collezione “Roberta De Camerino”. Dalla sede principale si passa al Padiglione delle Navi (è visitabile)  dedicato alla conservazione di cimeli di grandi dimensioni: dalla Collezione Gondole del primo Novecento, all'imbarcazione per trasporto Funebre dell’Arsenale di Venezia, dalla Motosilurante 473, a parte dello scafo e delle macchine dello yacht Elettra di Guglielmo Marconi, dalla imbarcazione storica della Scalea Reale, al motoscafo del primo Novecento usato dal Regio Arsenale per trasporto personalità a Venezia, e tante altre imbarcazioni italiane a vela o motore d’interesse storico e sportivo. Un catalogo delle navi, per dirla con Omero, davvero strabiliante.E ancora: la Motozattera MTZ 737 con le apparecchiature di navigazione e propulsione ed alcune armi da difesa imbarcate (mitragliera antiaerea) o giacenti al Padiglione delle Navi (mitragliere di piccolo calibro) in uso nella Seconda Guerra Mondiale; il Sommergibile Dandolo che conserva le apparecchiature di navigazione, propulsione, di ricerca e attacco compreso il sistema lancia siluri. Infine la Chiesa di San Biagio luogo d’interesse storico risalente al X secolo contenente la tomba di Angelo Emo, affreschi del XVI e XVII secolo, l'urna contenente il “cuore” di S.A.I. l’Arciduca Federico d’Asburgo.(A cura dell’Ufficio Storico della Marina Militare)

Riva San Biagio 2148 - Venezia


Museo della Laguna Sud San Francesco fuori le Mura - Chioggia

Il convento San Francesco Fuori le mura che oggi ospita il Museo venne distrutto durante la Guerra di Chioggia, combattuta tra Veneziani e Genovesi tra il 1378 e il 1381 per assicurarsi il controllo del territorio strategico della laguna. Vinse Venezia, di cui Chioggia fu a lungo alleata.

La celebre mappa di Sabbadino, ingegnere idraulico della Serenissima dove si possono vedere gli squeri, antichi cantieri navali chioggiotti. (Foto di Romina Greggio)

Ha sede nell’antico convento di San Francesco fuori le mura (XIV secolo). Il museo, inaugurato nel maggio  1997, si sviluppa su tre piani (accessibili a tutti).Si trovano, oltre a reperti archeologici (anfore, vasellame e monete) che sono testimonianza dei commerci in età preromana, una riproduzione della mappa del Sabbadino, ingegnere della Serenissima, con gli squeri, ossia gli antichi cantieri navali chioggiotti, e le saline medievali dove si raccoglieva il prezioso sal Clugiae.  Accompagnano la visita modelli di imbarcazioni lagunari e diorami con le tecniche di pesca, strumenti di lavoro dei maestri d'ascia e i merletti prodotti dalle donne nelle calli in attesa del ritorno degli uomini dal mare.






Campo G. Marconi, 1 - Chioggia (Ve)



Museo di Zoologia Adriatica Giuseppe Olivi - Chioggia

Olivia, l’esemplare femmina di squalo elefante, Cetorhinus maximus (Gunnerus, 1765), catturato da due cocce volanti, tipici pescherecci della Marineria di Chioggia, il 26 marzo 2003. Olivia era lunga più di 8 metri e pesava 17 quintali.

Il Museo di Zoologia Adriatica Giuseppe Olivi custodisce la più importante collezione storica di animali marini dell’Adriatico, frutto di un’opera di ricerca condotta per decenni, tra la seconda metà dell’Ottocento e il 1943. Un patrimonio faunistico che, attraverso un viaggio a tappe tra le sponde del Mare Adriatico, è giunto a Chioggia e, acquisito dell’Università di Padova, ha trovato inizialmente sede nella Stazione Zoologica Umberto D’Ancona e infine nelle sale del settecentesco Palazzo Grassi.

Palazzo Grassi, Riva Canal Vena 1281 - Chioggia (VE)


Museo nazionale dell'archeologia del mare - Caorle

Il museo è in allestimento e aprirà nei primi mesi del 2018. Nelle quattro sale espositive per complessivi 560 mq saranno raccolti reperti archeologici rinvenuti al largo di Caorle, tra i quali il relitto di una nave romana, anfore, vasellame e frammenti di ancora in piombo.


Via Strada Nuova, 80 - Caorle (Ve)