DA SAN BENEDETTO DEL TRONTO A LUSSINO, LE MIGRAZIONI DEI PESCATORI

 

1923. Foto di gruppo degli equipaggi delle barche dei Papetti , pescatori e armatori sambenedettesi, scattata nel giardino della casa di Lussì ( Lussino)

 

Sul finire dell' Ottocento a causa della crisi della pesca in Adriatico molti pescatori di San Benedetto del Tronto fecero il periplo dell'Italia e si trasferirono in Alto Tirreno a Viareggio, Bocca di Magra e nel golfo della Spezia. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale e l'interdizione alla pesca nelle zone adriatiche le cose peggiorarono ulteriormente e le migrazioni verso il Tirreno si intensificarono. Tra le famiglie che migrarono ci furono i Papetti, pescatori e armatori . Nel 1917 fecero rotta su Viareggio e lì si stabilirono. Alla fine della guerra tornarono in Adriatico ma fecero rotta verso l'isola di Lussino, nella zona settentrionale dell'arcipelago del Quarnero che era stata annesso all'Italia così come la penisola dalmata. I Papetti (ma non furono i soli, ci furono anche i Patrizi e i Bruni "Fernacià" ) si portarono dietro le famiglie ed equipaggi di sambenedettesi e si stabilirono sull'isola dove la pesca era abbondante e i guadagni maggiori. Si spostarono poi ad Abbazia dove rimasero fino al settembre del 1943. Dopo l'Armistizio tornarono in Italia a Sann Benedetto poi a Cesenatico e nel ravennate dove alcuni dei discendenti di questi pescatori migranti vivono ancora.

La vicenda dei Papetti, insieme ad altre storie della marineria sambenedettese è raccontata nel libro IL NOSTRO MARE. Storia, fatica, passioni di Giuseppe Merlini ( coordinamento Carla Moretti) da cui sono tratte le immagini di questa pagina.

 

INTERVISTA A GIUSEPPE MERLINI, DIRETTORE DEL MUSEO DEL MARE DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO.