LAZIO


Museo Sacrario delle Bandiere - Roma

Il Sacrario delle Bandiere al Vittoriano raccoglie e custodisce le Bandiere di guerra dei Reparti disciolti, delle Unità navali radiate dal quadro del naviglio dello Stato, nonché le Bandiere degli Istituti militari e delle unità appartenenti ai Corpi armati dello Stato disciolte. Presso il sacrario sono custoditi anche cimeli, particolarmente importanti relativi alle guerre combattute dalle Forze armate italiane. Fa parte del complesso il sacello del Milite Ignoto, in cui furono tumulate nel corso di una solenne cerimonia il 4 novembre del 1921 le spoglie non identificate di un soldato caduto nel corso del primo conflitto mondiale. Nel piano superiore, in due ampie gallerie annesse alla Cripta del Milite Ignoto, sono raccolte e custodite, all'interno di grandi vetrine ricavate in nicchie sulle pareti del monumento, le bandiere di guerra dei reparti disciolti dell'Esercito, dell'Aeronautica e dei Corpi armati dello Stato. Il Museo Sacrario della Marina, ubicato nei locali a piano terra, fu inaugurato il 14 giugno 1961, nel quadro delle manifestazioni indette per celebrare i cento anni di vita della Marina Militare.

Il MAS 15 di Luigi Rizzo, un Siluro a Lenta Corsa ("maiale"), come pure una parte dello scafo del sommergibile Sciré, sono documento dell'eroismo dei marinai italiani. Intorno a questi tre cimeli bellici, sono raccolte nelle sale le Bandiere di Combattimento e gli Stendardi Navali che già appartennero alle unità della Marina Militare Italiana che dal 1861 ad oggi sono state impiegate, in pace come in guerra, su tutti i mari del mondo. (A cura dell’Ufficio Storico della Marina Militare)

Via dei Fori Imperiali - Roma



Museo della navi romane - Roma Fiumicino 

Dovrebbe riaprire nel 2019 questo museo che ospiterà cinque relitti di imbarcazioni di età romana oltre a una serie di materiali relativi alle tecniche di costruzioni navali, le rotte, i porti, la vita di bordo e a tutta la rete commerciale di area Mediterranea. I relitti navali sono stati rinvenuti,  durante i lavori di costruzione dell'Aeroporto Leonardo da Vinci, fra il 1958 e il 1965. 


Museo Storico del Servizio Navale e della Scuola Nautica della Guardia di Finanza - Gaeta

Sorto attorno a un primo nucleo di cimeli storici, provenienti in gran parte da donazioni di collezionisti privati, o conferimenti da parte di ex appartenenti alla Scuola Nautica o al Servizio Navale del Corpo, il museo si è poi arricchito di altri cimeli provenienti dal Museo Storico nazionale dei Finanzieri di Piazza Mariano Armellini a Roma, di cui quello di Gaeta è una sezione distaccata.
Il percorso espositivo segue un iter prevalentemente cronologico, inizia dalle origini del Servizio Navale della Guardia di Finanza (1816) e ne segue il progresso del servizio operativo nel corso degli ultimi 200 anni. L’esposizione ricorda poi la nascita e l’evoluzione della Scuola Nautica, sorta a Pola (in Istria) nel 1926 e “rinata” a Gaeta nel 1948 dopo la fine del Secondo conflitto mondiale. Tra le collezioni, oltre a varie uniformi e armi d’epoca, numerosi quadri e documenti nonché equipaggiamenti e attrezzature ideate nel tempo per la vita in mare. Importante è il numero di immagini e modellini di Unità Navali del Corpo. Di sicuro interesse lo spazio dedicato alla storia del Castello Aragonese, sede del Museo nonché del Comando Scuola Nautica della Guardia di Finanza. Nelle sale è custodito un vero e proprio scrigno d’arte marinaresca, ricostruito attraverso due secoli di storia del Servizio Navale delle “Fiamme Gialle” e i 90 anni della Scuola Nautica.


Via Salita del Castello - Gaeta


Museo del mare e della navigazione antica - Castello di Santa Severa

Nel 2017, a ventitre anni dalla sua prima istituzione come Antiquarium Navale, il Museo si presenta al pubblico in una veste completamente rinnovata ed arricchita sul piano degli spazi espositivi, dell’allestimento e dei contenuti.

Ben sette nuove sale ospitano oltre cento reperti distribuiti lungo un percorso espositivo e didattico che introduce il visitatore al tema dell’archeologia subacquea e della navigazione antica illustrando i diversi aspetti della “vita sul mare e per il mare”. Il museo è destinato a conservare e valorizzare le testimonianze archeologiche provenienti dai fondali del litorale cerite compreso tra Alsium e Centumcellae, con particolare riferimento al porto di Pyrgi. La struttura museale, realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, La Regione Lazio e la Provincia di Roma, con un taglio decisamente didattico permette di avvicinarsi con semplicità al mondo degli antichi marinai. Sette le sale espositive per complessivi 450 mq. La prima sala, Dal fondo del mare la storia degli uomini, con una ricca collezione di anfore romane introduce, tramite diorami, alla vita antica sul mare e per il mare. La seconda sala, Gli antichi sugli oceani , è dedicata alle esplorazioni e alle scoperte geografiche degli antichi uomin del Mediterraneo. La terza, Le navi e le navigazioni più antiche introduce alla marineria etrusca, fenicia e greca illustrando i principali relitti del Mediterraneo e le tecniche costruttive delle imbarcazioni. Idraulica e navigazione è il tema della quarta sala che ospita gli apparati di sentina delle navi romane con specifico riferimento alle pompe idrauliche. Vi si trova la ricostruzione di una pompa di sentina del tipo a bindolo funzionante. Nella quinta sala si affronta il tema Nel porto e sulle navi a vela  con approfondimenti sulle manovre e sulle andature delle navi “a vela quadra” in funzione dei venti e delle correnti. La vita a bordo della navi romane è l'argomento della sesta sala (La vita sul mare e per il mare) che ospita una ricca collezione di ceppi di ancora originali provenienti dai fondali del litorale cerite e dal porto di Pyrgi. Di grande qualità ed interesse la ricostruzione in scala al vero della stiva di una nave oneraria del I secolo a.C., di medio tonnellaggio, con carico di anfore e vasellame. Nell'ultima sala, Pyrgi sommersa, sono illustrate le ricerche in corso sul fondale Pyrgense ed il progetto “Pyrgi Sommersa” curato dal Museo Civico in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale ed il Centro Studi Marittimi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite.


Castello di Santa Severa - Santa Severa (RM)


Museo Civico Storico e Archeologico - Ventotene

Ospitato all’interno del Forte Borbonico il museo, istituito nel 1983 sull’onda del successo della mostra «L’arcipelago pontino attraverso i tempi», allestita a Roma dall’Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale,  ha avuto sin dalle origini una marcata impronta didattica. Le cinque sale, attraverso l’aiuto esplicativo di pannelli, video e modelli ricostruttivi, raccontano la storia di Ventotene, dall’antichità  fino al periodo borbonico. Per gli appassionati di storia navale di particolare interesse i reperti provenienti dai relitti di navi onerarie romane affondate nei pressi dell’Isola. Dai relitti di punta dell’Arco, di Cala Rossano e delle Grottelle, provengono la maggiora parte dei reperti tra i quali: la parte di uno scandaglio e di una pompa di sentina, un’ancora con visibile l’anima in legno e la dicitura Salvia (probabilmente relativa al nome dell’imbarcazione) alcuni lingotti in piombo di provenienza iberica e un grande dolio, un vaso contenitore, posto al centro della prima sala.
Dal cosiddetto relitto delle Grottelle, adagiato a -42 metri di profondità non lontano dalla secca della Molara, provengono diversi elementi in osso che sarebbe serviti per comporre i letti destinati ad arredare Villa Giulia di cui nel museo sono custoditi reperti della storia (stucchi, affreschi e una valvola in bronzo del frigidarium delle terme). Ma il mare di Ventotene custodisce altri segreti: nel 2009 sono stati individuati cinque relitti di navi romane adagiate a - 100 metri. Un plastico allestito del museo racconta la storia di queste cinque imbarcazioni (la più antica potebbe essere del I secolo a.C) che giacciono sul fondo del mare con i loro carichi provenienti da tutto il Mediterraneo.


Piazza Castello 1 - Ventotene